
"Guzzite: una malattia incurabile"
Pare che fossi "guzzista" ben prima di saperlo. Da bambino, nei mitici anni ’60, mentre ancora alle elementari tentavo di capire cosa volesse dire "dividere" senza la calcolatrice, vivevo a Palmadula, dove mio padre era l’ultimo nel paese a saper ferrare i cavalli. Anche se ormai non lo faceva più (gli piacevano i cavalli, ma aveva una cotta per la meccanica), lui manteneva la fama e ogni tanto lo chiamavano alla caserma dei Carabinieri, giusto per mettere i ferri ai quattro zampe equini che ancora prestavano servizio in Caserma. E io, come un piccolo scudiero, lo accompagnavo.
Ma, sorpresa, non mi interessavano i cavalli! C’erano invece quelle moto nel cortile della caserma, forse dei Falconi – mezzi misteriosi – con quella carica magnetica che hanno le cose vietate ai bambini. E mentre mio padre lavorava sui cavalli, io ero lì a studiare i "bestioni" a due ruote, con l’espressione di chi aveva trovato il Santo Graal.
Forse è lì che è iniziata la "Guzzite".
Passano gli anni, arrivo al primo stipendio e... ta-dà! Nell’82 acquisto il mio primo Nuovo Falcone, che miracolosamente è ancora con me (più di quanto posso dire delle mie giacche dell'epoca). Un anno dopo arriva un V50III, ora in restauro, che mi ha accompagnato in un tour infinito delle curve della Sardegna.
Poi c'è stata una lunga pausa, per cause di forza maggiore chiamate "famiglia e lavoro".
Ma negli ultimi anni la Guzzite ha rialzato la testa. È arrivata la California 1100 EV e, nel 2022, la mia famiglia a due ruote ha dato il benvenuto alla V85TT. Dicono che la Guzzite sia cronica e senza cura: io ne sono la prova vivente, e sinceramente... va bene così.