20 maggio 2023 - Il tour si chiama “i/o Tour” dall’ultimo disco che ancora non è uscito.
Andare a vedere Peter Gabriel era una delle cose che dovevo fare nella vita, l’occasione si è presentata a Verona nella prima delle sue due tappe italiane.
Andare all’Arena e posizionarsi al meglio senza un numero di posto fisso, comporta una conoscenza (che non avevamo) delle dinamiche di accesso e degli ingressi più adatti a trovarsi in buona posizione.
Purtroppo un errore di valutazione ci ha portati a scegliere un’ ingresso laterale e, una volta dentro, siamo stati indirizzati ancora più di lato per cui il risultato finale è stato che la visuale sul concerto era praticamente zero.
Scampati alla minaccia della pioggia, ci siamo trovato a dover ascoltare, senza vedere praticamente niente se non, per qualche istante, Peter Gabriel quando si muoveva sul palco.
La serata ha avuto un inizio che ha sorpreso molti, con Peter Gabriel solo sul palco, che sembrava un normale addetto ai lavori con una tuta arancione che leggeva in uno stentato italiano un foglio, parlando (ma questo l’ho capito dopo) dell’ABBA show londinese e dicendo che anche lui sarebbe potuto essere un avatar sul palco ed essere in realtà, in vacanza al mare come un dio greco, anzi… Romano!
Solo vedendo le immagini del giorno dopo, per fortuna tantissime, mi sono accorto di cosa abbiamo perso.
Immagini sui vari schermi di visioni colorate, Peter che “disegna” a distanza qualcosa che non abbiamo visto, l’interazione fra i musicisti, tutte cose più immaginate che viste realmente.
Dopo questa premessa ed un’accensione di un fuoco sul palco, ecco che arrivano uno dopo l’altro tutti i musicisti capitanati dal grande Tony Levin. Tutti seduti in cerchio, rappresentando una sorta di “amici intorno al fuoco” i musicisti iniziano il concerto con due brani acustici.
Tutto si è svolto nella parte anteriore del palco ed è stata l’unica porzione di concerto vista in maniera degna.
Dopo i due brani acustici si attacca la spina ed inizia lo spettacolo.
La scaletta prevede tanti brani del nuovo disco in uscita, per questo motivo risultano ancora da “digerire” ed essendo sconosciuti vengono accolti da pubblico con interesse ma senza enfasi.
Ogni tanto arriva un classico, ed ecco che sulle note di “Sledgehammer” il pubblico si alza in piedi e si mette a ballare.
Il finale è da brivido con la coinvolgente “Biko” che vede i musicisti andare via man mano lasciando la batteria sola a portare avanti il suo ritmo tribale sino a concludere, in solitaria, il concerto.
Il caro Peter non ha nessuna colpa, ovviamente, ma gli organizzatori dovrebbero evitare di vendere più posti di quelli che sono ragionevolmente vendibili. Si eviterebbero situazioni in cui a decine di persone viene impedito di godere del concerto.
La scaletta:
(Grazie a: https://www.rockol.it)
Set 1
Washing of the Water (acustica)
Growing Up
Panopticom
Four Kinds of Horses
i/o
Digging in the Dirt
Playing for Time
Olive Tree
This is Home
Sledgehammer
Set 2
Darkness
Love Can Heal
Road to Joy
Don’t Give Up
The Court
Red Rain
And Still
What Lies Ahead
Big Time
Live and Let Live
Solsbury Hill
Encore:
In Your Eyes
Encore #2:
Biko

