Ore 23.30 del 8 marzo 2014 - Concerto finito. 2h, 30' di energia pura spalmata con forza sul pubblico del teatro Arcimboldi di Milano.
Prendete tutto l'hard rock dei '70, ma proprio tutto. Aggiungete il Blues dei '50 e '60, mischiate bene, ma proprio bene! Avrete ottenuto quel mostro chitarristico che è Jon Bonamassa. Lo conoscevo poco e gli ascolti forzati dei 15 giorni prima della trasferta mi avevano fatto capire che stavo per andare a sentire un tipo veramente tosto.
Nessuno è rimasto deluso, il teatro pieno faceva capire quanto Joe sia amato dai suoi fan (fra i quali ora ci sono anche io!). Una prima parte acustica secondo lo stile dei vecchi concerto country/rock degli anni '70, iniziando con... Una incredibile versione acustica di Highway To Hell degli AC/DC che abbiamo ascoltato registrata in quanto è un pezzo coverizzato dagli Hayseed Dixie (band acustica che non conoscevo!).
Seduto con otto chitarre intorno, ne ha usata una per ogni pezzo suonando accompagnato da alcuni dei migliori musicisti in circolazione, pensate che era con lui alle tastiere Derek Sherinian ex-Kiss, ex-Alice Cooper, ex-Dream Theater, un vero "mostrovirtuoso" delle tastiere, a completare la band c'erano Lenny Castro (percussioni), Gerry O'Connor (violini e banjo) e Carmine Rojas al basso (David Bowie, Rod Stewart e Stevie Wonder) mentre alla batteria pestava maledettamente un potentissimo Tal Bergman (Herb Alpert, Billy Idol, Chaka Khan, Simple Minds).
Dopo 50' minuti acustici, 10' minuti di pausa per il cambio set... Ed ecco che la spina, una volta riattaccata, portava tanta elettricità da consentire ai watt di volare per il teatro regalandoci la potenza della chitarra elettrica, le vibrazioni del basso e della batteria che insieme generavano così tanta adrenalina da far passare quasi tre ore senza nemmeno che ce ne accorgessimo. Le tastiere di Derek Sherinian ci hanno portato spesso su atmosfere Prog e Hard Rock, a volte pareva che Jon Lord fosse al suo fianco per ispirargli gli assoli :-)
Così è andata via una magnifica serata di grande musica in cui tutti i generi dal Blues all'hard Rock si sono infilati in quel concentratore di note che è la sua chitarra... Anzi, dovrei dire: le sue chitarre, visto l'alto numero di strumenti che cambiava durante l'esecuzione dei diversi brani.
Dopo la gioia per l'evento, rimane l'amarezza per il fatto che in Italia certi fenomeni passano inosservati, c'è uno zoccolo duro di amanti del genere, non c'è dubbio, ma purtroppo i mezzi d'informazione non danno spazio alla qualità e si limitano ad informarci sulle banalità pop che l'Italia riesce a produrre in massa; non è così che si crea un pubblico di qualità, anzi, si crea un pubblico che subisce le scelte commerciali dell'industria discografica e lo si costringe a vivere come se fosse chiuso in una stanza al buio e non sapesse che al di fuori ci sono il sole e la primavera.
Noi poveri testardi continueremo a cercare autonomamente il nostro cibo per la mente!!
La scaletta del concerto (Grazie a: http://www.outune.net)
[Acoustic set]
Woke Up Dreaming
Seagull (Bad Company cover)
Jelly Roll (Charles Mingus cover)
Black Lung Heartache
Around the Bend
Jockey Full of Bourbon (Tom Waits cover)
Stones in My Passway (Robert Johnson cover)
Ball Peen Hammer (Chris Whitley cover)
Athens to Athens
[Electric set]
Dust Bowl
Oh Beautiful
Who’s Been Talking (Howlin’ Wolf cover)
Midnight Blues (Gary Moore cover)
Slow Train
Driving Towards the Daylight
Love ain’t a love song
Sloe Gin (Tim Curry cover)
The Ballad of John Henry
Django
Mountain Time
Tutte le foto: 2014 03 08 Milano - Joe Bonamassa
