Ci sono tradizioni che meritano di essere custodite, soprattutto quando riescono a unire sport, amicizia e paesaggi che sembrano usciti da un documentario.
La manifestazione “Di corsa nelle oasi di Bidderosa”, organizzata dall’Atletica Amatori Nuoro con la collaborazione della TriNuoro per la parte MTB e il supporto dell’Ente Foreste, è una di quelle giornate che riconciliano con il movimento e con la comunità sportiva.
Quest’anno, il 17° Trofeo ha portato atleti, appassionati e semplici curiosi dentro uno dei luoghi più affascinanti del Golfo di Orosei: il parco di Bidderosa, un angolo di paradiso dove il mare convive con pinete fitte, sentieri sterrati e lo stagno di Sa Curcurica, custode silenzioso di un ecosistema unico.
Il fascino del percorso, passo dopo passo (o pedalata dopo pedalata)
Oltre all’atmosfera e all’organizzazione impeccabile, Bidderosa conquista soprattutto grazie al suo percorso.
E, grazie al tracciato GPX della pedalata, che consente di rivedere il percorso nelle specifiche app, è possibile ricostruire nel dettaglio le fasi di un itinerario che alterna scenari da cartolina a passaggi tecnici capaci di mettere alla prova anche i ciclisti più esperti.
1. Partenza da Sa Petra Bianca: lo sterrato che invita a partire
Il tracciato prende il via dalla caserma forestale di Sa Petra Bianca, con un primo tratto scorrevole su sterrato compatto. È la classica partenza perfetta: gambe che si scaldano, piante che sembrano fare il tifo e un fondo che invita a prendere ritmo.
2. L’ingresso nella pineta: curve secche e silenzio verde
Poco dopo, il percorso si addentra nella grande pineta di Bidderosa.
Qui cominciano le prime variazioni improvvise di direzione: incroci, piccole deviazioni, sentieri che si stringono. È il punto in cui lo sguardo si fa concentrato e il bosco diventa un corridoio naturale che profuma di resina.
3. Il single track sullo stagno Sa Curcurica
Intorno ai due chilometri, la pedalata si fa più avventurosa.
Il GPX mostra una sequenza serrata di curve: è il tratto che costeggia lo stagno di Sa Curcurica, uno dei momenti più suggestivi dell’intero anello.
Radici, pietrisco, passaggi stretti: il classico single track “sarà faticoso ma poi mi ringrazierai”.
4. Le due salite principali: quando l’orgoglio supera la fatica
Dal terzo chilometro in avanti si incontrano le due salite più impegnative della giornata.
La pendenza cresce e il ritmo rallenta, come conferma il tracciato: qui la pineta diventa più rada, il terreno più irregolare, e la bici inizia a pesare quanto una locomotiva.
Ma le salite di Bidderosa hanno una caratteristica: non tradiscono mai. Quando arrivano, regalano un panorama che ripaga ogni pedalata.
5. Le discese tecniche e il corridoio verso le oasi
Superata la fatica, il percorso si fionda in discese brevi e tecniche, con improvvisi cali di quota.
Sono i tratti che portano verso le oasi 3 e 4, dove il vento cambia odore e il bosco si apre a piccoli spiragli di mare che fanno intuire che il punto più scenografico è vicino.
6. L’abbraccio del mare: il tratto costiero
Il percorso raggiunge finalmente la linea di costa.
Qui non servono molte parole: è uno dei tratti più belli di tutta la Sardegna.
La pedalata sul bordo spiaggia, in mezzo alla macchia mediterranea, seppur resa più lenta dal fondo sabbioso, è quel momento in cui il ciclista smette di lamentarsi e si ricorda perché è venuto fin qui.
7. Il rientro nella pineta: ritmo regolare e ultimi respiri di natura
Gli ultimi chilometri riportano verso l’interno, su sterrati ampi e scorrevoli che permettono di sciogliere la fatica e godersi gli ultimi minuti nel silenzio della pineta.
La mia esperienza: la bici, gli amici e un ritorno atteso
Per quanto mi riguarda, ho partecipato proprio alla pedalata in mountain bike.
Un percorso che qualche anno fa avrei definito semplice oggi mi ha chiesto un impegno nuovo, diverso — ma forse proprio per questo più bello. Bidderosa ha quella capacità unica di farci sentire in una foresta lontana, anche se ci troviamo a due passi dal mare. Pedalare tra pini e lecci, con la luce che cambia a ogni curva, è un’esperienza che profuma di libertà.
E poi l’arrivo: il ristoro organizzato dalla Amatori Nuoro, il premio simbolico ai primi classificati, e soprattutto il “terzo tempo” autogestito, quel pranzo improvvisato che vale più di mille medaglie.
Una società che rinasce, una tradizione che continua
Dopo un periodo buio in cui sembrava che la società stesse per rinunciare alle manifestazioni anziché promuoverle, è stato bello vedere il nuovo entusiasmo dell’Atletica Amatori Nuoro. La nuova dirigenza, guidata da Pier Paolo Stefanopoli, sta riportando la società ai livelli che merita, e questa giornata lo ha dimostrato in pieno.
Lo spirito giusto è esattamente questo: sport, natura, convivialità.
Era un po’ andato perso, ma ora ogni cosa sta tornando al suo posto.
Grazie Amatori Nuoro!
Anche se oggi vi guardo un po’ più da fuori, sappiate che io ci sono sempre.
Per dare una mano, per pedalare, (non per correre
) — o semplicemente per esserci.
Clicca per vedere le mie foto!
Relive 'Di corsa nelle oasi di Bidderosa'


